“Ida non era coraggiosa. Ma era madre”: così ci viene raccontata la protagonista del romanzo La Storia di Elsa Morante, una donna qualunque che attraversa la Storia con una forza che non aveva mai immaginato di possedere. È una forza che ritroviamo in tante altre figure della letteratura: donne che escono dalle pagine come eroine, che resistono, proteggono, inventano ogni giorno un modo per andare avanti.
Ma queste sono anche le madri nella vita reale: Anna, la protagonista del Viviamo così di questo mese, ha trascorso anni in ospedale accanto a suo figlio, aspettando che guarisse. Una reclusione sopportata grazie a quella forza e tenacia che non credevi di avere, ma che quando diventi genitori, in forme diverse, ti ritrovi a tirare fuori.
Questa forza non arriva con un annuncio e non è neanche un talento: è qualcosa che scopriamo nel momento esatto in cui nasce un figlio o una figlia. Una riserva segreta che non sapevamo di avere e ogni giorno, anche quando ci sentiamo stanche, fragili, centrifugate dalla vita, ne troviamo un’altra, piccola o enorme, sufficiente per il passo successivo.
Forse è questo il miracolo più semplice e più grande della maternità: non diventiamo supereroine, ma impariamo a riconoscere la forza che già abitava in noi, che non fa rumore, che non chiede applausi, che spesso nessuno vede ma che tiene insieme il mondo.
A tutte le madri, quelle di ieri, di oggi e di domani: continuiamo a sorprenderci di ciò che siamo capaci di fare.
VIVIAMO COSì
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